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ComeDoveQuando notizie ed immagini dal mondo dei funghi CHI E COME CONTROLLA LA RACCOLTA DEI FUNGHI (volontariato)

Le Guardie Giurate Ecologiche Volontarie sono cittadini che hanno frequentato appositi CORSI di FORMAZIONE. Superato l'esame diventano agenti di polizia amministrativa e pubblici ufficiali con il compito di verificare che le Leggi poste a tutela dell'ambiente vengano rispettate. Possono redigere verbali di accertata violazione e comminare una sanzione pecuniaria. Hanno l'obbligo di informare l'autorità giudiziaria di ogni fatto di rilevanza penale. Promuovono inoltre informazione ambientale ed aiutano gli organi competenti nella protezione civile. La FEDERGEV ITALIA è una Associazione di Protezione Ambientale riconosciuta dal "Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare", come tale può chiedere alle Prefetture la nomina di Guardie Volontarie Zoofile, Ittiche e Venatorie. La FEDERGEV ITALIA può organizzare corsi per formare Guardie Ecologiche o Ambientali e promuovere Raggruppamenti di GEV - GAV.

A seguito di una accurata ricerca tra i vari siti delle province e regioni, nonché leggi in merito, aggiungiamo:

Le G.E.V., sono cittadini volontari che svolgono servizio senza compenso dedicando parte del proprio tempo libero per la conservazione dell'ambiente.
Le G.E.V. utilizzano ogni circostanza per fare opera di sensibilizzazione e di informazione durante il servizio sul territorio risultando quindi un prezioso riferimento su tutto ciò che riguarda la salvaguardia dell'ambiente naturale. Sono Pubblici Ufficiali che controllano e verificano il rispetto delle leggi a tutela dell'ambiente collaborando con gli Enti Pubblici che operano nell'ambito ambientale. Le G.E.V. hanno l’obbligo di effettuare almeno 10 ore di vigilanza al mese e durante il servizio devono essere riconoscibili attraverso la divisa e/o l'esibizione del tesserino personale e non possono mai essere armate, anche se in possesso di regolare porto d’armi.  Le G.E.V. Hanno l'obbligo di rispettare l'assoluto divieto di intimare l’alt a qualsivoglia veicolo e l'uso di palette distintive per fermare il traffico,  non arrecare molestia o danno o nessun altro disturbo od ostacolo ai cittadini; rispetto assoluto della privata dimora e della proprieta’ privata se non con l’espresso consenso dell’avente diritto, non può scavalcare recinzioni, siepi vive (o qualsiasi altro “stabile riparo” posto a tutela di fondi altrui) entrare in aie, stalle o laboratori o altro immobili adibiti a luogo di lavoro e neppure in automezzi, assoluto divieto di perquisire persone, zaini, borse o bagagliai di auto e simili.

Le G.E.V. hanno il dovere, mediante verbalizzazione, di accertare comportamenti sanzionabili rientranti nella loro competenza e di segnalare alle altre autorità quelli non rientranti nella loro competenza.
Ai sensi delle normative vigenti, il Servizio Guardie Ecologiche Volontarie non produce obbligo di assunzione, dipendenza e retribuzione, essendo a tutti gli effetti un servizio volontario.


I controlli aumentanoda parte delle autorità competenti. Molte delle contravvenzioni sono relative ai funghi troppo piccoli e soprattutto alla raccolta in giorni NON CONSENTITI. Le contravvenzioni sono spesso ben sopra il centinaio di euro e segue sempre la confisca dei funghi raccolti!


Per evitare inutili discussioni si ricorda che:


Relativamente alle valli di Zeri, nel territorio gestito dall’A.S.B.U.C. (i faggeti dalle piste a scendere verso Zeri) la raccolta è consentita tutti i giorni tranne: mercoledì (solo residenti) ed il venerdì (per tutti). Ricordiamo anche che non si possono percorrere le piste con qualsiasi mezzo a motore (vedi il cartello con “divieto di accesso”) chi lo fa se ne assume rischi e pericoli.  

Nel territorio della comunalia di Albareto la raccolta è consentita esclusivamente nei giorni di martedì, sabato e domenica. Anche se si è in possesso del tesserino stagionale!

Gli stessi giorni anche per il territorio della Valle del Verde, a destra della strada a scendere verso Albareto (tabellato all’interno del bosco).

Attenzione, il versamento annuale valido per la regione Toscana, non ha alcun valore nei territori sopra riportati!


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Regione Emilia Romagna




Negli ultimi anni si è diffuso l’uso di lampade per la raccolta dei funghi al buio.


Questo, almeno per la legge regionale dell’Emilia Romagna, è VIETATO!

riportiamo dalla legge regionale:

Divieto di raccolta durante la notte da un’ora dopo il tramonto ad un’ora prima della levata del sole

anche con l’impiego di lampade o altri mezzi di illuminazione.


L’articolo citato è contenuto nella L.R. 2/77 , l’articolo di violazione è 12/3, l’articolo della sanzione è 15/1,

la sanzione prevista va da un minimo di 25,00 euro ad un massimo di 250,00 euro.

Occorre tenere presente che in questo caso la legge da osservare è quella regionale, indipendentemente

da quanto riportato nei permessi, se non specificato.


Proibita anche la pratica di usare soffiatori per spostare le foglie. Ovviamente questa è una pratica molto dannosa per l’equilibrio del sottobosco e chi la pratica potrebbe incorrere (oltre che in una salata sanzione) anche in una denuncia per danneggiamento.

ATTENZIONE home vai alla legge regionale - art. 12

GEV (guardia ecologica volontaria) -  fonte: regione Lombardia - estratto da: Comunità montana di Valle Camonica Corso di formazione per aspiranti Guardie Ecologiche Volontarie Breno, 26 novembtre 2012  - redatto da: Raffaele Tomaino – Giunta Regione Lombardia  - http://www.parcoadamello.it/public/Figura_giuridica_gev.pdf

Il Pubblico ufficiale

Le Guardie ecologiche volontarie oltre ad essere Guardie giurate, quando sono in servizio, sono anche qualcosa di più e di diverso: sono dei Pubblici ufficiali. Agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali: gli impiegati dello Stato o di altro ente pubblico che esercitano, permanentemente o temporaneamente, una pubblica funzione, legislativa, amministrativa o giudiziaria, ogni altra persona che esercita, permanentemente o temporaneamente, gratuitamente o con retribuzione, volontariamente o per obbligo, una pubblica funzione, legislativa, amministrativa o giudiziaria. (art. 357 c.p.)

Per la maggior parte della gente le Guardie giurate sono coloro che stanno davanti alle banche con uniforme, berretto a visiera e pistola al fianco; le GEV non appartengono a questa categoria di Guardie giurate che esercitano la custodia di beni. In particolare le GEV esercitano un’attività di vigilanza e l'incarico è conferito loro da un organo della Pubblica Amministrazione per lo svolgimento (ed è questo l’elemento qualificante) di una pubblica funzione


l'accertamento di violazioni amministrative nel settore dell'ecologia e dell’ambiente. È grazie a questo che le Guardie ecologiche volontarie sono Pubblici ufficiali e più precisamente Agenti di Polizia amministrativa.

Per cogliere compiutamente il profilo giuridico della GEV è utile evidenziare la distinzione fra:

Polizia di sicurezza, che opera per il mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica; Polizia giudiziaria, che accerta i reati e assicura i responsabili alla giustizia; Polizia amministrativa, che tutela cose e interessi di determinati gruppi di persone e di determinati settori dell'attività sociale.

È da escludere, alla luce dell’attuale normativa di riferimento, che le Guardie ecologiche volontarie possano essere considerate agenti di Polizia giudiziaria o di sicurezza. Si può invece affermare, in positivo, che le GEV sono agenti di Polizia amministrativa e quindi pubblici ufficiali: ce lo dicono secondo una certa lettura - il Codice penale, la legge regionale n.9/2005 e la Giurisprudenza.

Il Pubblico ufficiale nel Codice penale non è definito; semplicemente se ne prevedono due modalità: certi dipendenti dello Stato o comunque della Pubblica amministrazione, e le persone, non dipendenti, che esercitano una Pubblica Funzione permanentemente o temporaneamente, gratuitamente o dietro retribuzione, volontariamente o per obbligo.

Le GEV non sono dipendenti, ma sono invece volontari che prestano la propria opera gratuitamente e temporaneamente.

Facendo ricorso alla Giurisprudenza si ricava inoltre che debbono ritenersi Pubblici ufficiali, in quanto esercitano una pubblica funzione, coloro che formano o concorrono a formare la volontà dell'Ente pubblico o che comunque lo rappresentano, coloro che sono muniti di poteri autoritari (per esempio di accertare illeciti di qualsiasi natura) coloro che sono muniti di poteri di certificazione.

La GEV esercita almeno una di queste attività: l'accertamento di illeciti. Può quindi essere ritenuta un Pubblico ufficiale. Tale funzione le consente l'accertamento di illeciti amministrativi (non di reati), sia pure limitatamente al tempo e al luogo del servizio: almeno 14 ore al mese nelle zone esattamente indicate nell'Ordine di Servizio.


L’ATTIVITÀ DI VIGILANZA E L’ACCERTAMENTO

La GEV fra le sue varie attività concorre alla protezione dell'ambiente e alla vigilanza in materia ecologica, nonché all'accertamento delle violazioni di disposizioni in materia ecologica, contenute in singole leggi indicate nel proprio decreto di nomina. L'accertamento delle violazioni è comunque il compito più delicato di una GEV:

sia perché esige sicura padronanza tecnico-giuridica della materia, sia perché non è sempre facile far rientrare la condotta realizzata dal trasgressore in una o in un'altra delle fattispecie previste dalla legge, sia perché il comportamento vietato è il primo “aspetto” che la GEV vede del soggetto che ha di fronte, sia perche, il trasgressore, non sempre è disponibile ad accettare senza discussione quello che è un “dovere” per la GEV.

In presenza di un illecito amministrativo, la Guardia ecologica volontaria è sempre tenuta all'accertamento, in pratica a redigere un verbale di accertamento: l'accertamento dell'illecito è un atto obbligatorio, non facoltativo.

Ciò non vuol dire che tutte le situazioni siano facilmente controllabili. Innanzitutto può essere difficile identificare la norma o le norme che si ritengono violate. Poi non sempre i trasgressori sono tutti e soli i presenti, colti in flagranza di illecito: in alcuni casi i presenti non sono imputabili, in altri vi sono dei soggetti assenti che si devono considerare solidali per quanto concerne il pagamento della somma prevista come sanzione.

Inoltre tocca all'accertatore dell'illecito fornire nel verbale a coloro che dovranno irrogare la sanzione gli elementi - descrittivi - che consentiranno di farsi un'idea, la più precisa possibile della gravità del fatto, della personalità del trasgressore, del suo atteggiamento. E qui si tocca un punto cruciale: la Guardia ecologica deve fare una netta separazione fra il suo dovere e i suoi sentimenti. Egli può ritenere che chi ha commesso l'illecito lo abbia fatto in buona fede (non l'ha fatto deliberatamente) e che quindi non sia giusto punirlo; ma il suo dovere è comunque quello di redigere il verbale, salvo fornire all'Autorità delle precise chiavi di lettura di quanto è accaduto.

La Guardia ecologica può invece fare spazio ai suoi sentimenti o alle sue personali valutazioni nelle dichiarazioni dei trasgressori e nella descrizione dei fatti - raccolte a verbale; ma ciò non toglie nulla al suo dovere di fare il verbale di accertamento quando ne concorrono le circostanze. Egli agisce all'interno di un sistema, quello dell'illecito

amministrativo, che si qualifica senz'altro come repressivo, ed è a causa di questo carattere che l'accertamento è obbligatorio.

La Guardia ecologica deve anche distinguere fra correttezza della verbalizzazione e fondatezza dell'accertamento. Una volta che sia convinto di trovarsi di fronte ad un illecito, egli deve verbalizzarlo nel migliore dei modi. Che poi l'accertamento sia fondato è un giudizio che tocca all'Autorità amministrativa che dovrà irrogare, cioè infliggere la sanzione, e che, salvo casi estremi di sprovvedutezza non comporterà per la Guardia conseguenze negative (va ribadito che la GEV deve sempre agire con perizia, prudenza e diligenza).

Tutt'altro discorso riguarda i modi, l'atteggiamento con cui ci la GEV si rivolge al cittadino trasgressore. La Guardia ecologica non deve mai dimenticare che, senza nulla togliere al dovere dell'accertamento, la sua funzione forse più importante è quella di informare ed educare. La GEV non deve pertanto atteggiarsi ad “Autorità” che impone l'ordine nel suo territorio.

I Poteri

Con la legge regionale n. 9/2005, la Regione Lombardia, pur caratterizzando l’attività delle GEV con un carattere unitario a livello regionale, non ha inteso dar vita a un Corpo, ma a un Servizio: niente che potesse assomigliare neanche lontanamente ad un apparato militare. Se ha scelto la strada delle Guardie giurate che diventano Pubblici ufficiali in quanto incaricate dalla Regione dell'accertamento di illeciti amministrativi, lo ha fatto per dare alle GEV prerogative e poteri che le mettessero in grado di fare efficacemente il loro lavoro.

La GEV, nel proprio lavoro di accertamento, ha il potere di chiedere le generalità: cosa che una semplice Guardia giurata non può fare. Il cittadino, reso edotto di avere di fronte un Pubblico Ufficiale, è tenuto a fornire, se richieste, le proprie generalità, anche esibendo un documento valido per l'identificazione rilasciato da una Pubblica Amministrazione o da un Ordine professionale e provvisto di una fotografia del titolare timbrata dall'Autorità che ha rilasciato il documento. Sono documenti adeguati: il passaporto, la carta d'identità, i documenti rilasciati dalle Autorità militari, le tessere rilasciate agli iscritti dagli Ordini professionali (Medici, Avvocati, Ingegneri, eccetera).

A norma dell'art. 651 c.p., chiunque, a richiesta di un Pubblico Ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni, rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, è punito con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda fino a lire quattrocentomila. (?)

La GEV può, e talvolta deve, procedere al sequestro cautelare: una misura con cui si priva una persona del possesso temporaneo di una cosa di sua proprietà per poter disporre di una prova della violazione commessa o per prevenire la reiterazione dell’illecito amministrativo.

Le GEV redigono verbali che fanno fede fino a querela di falso. Vuol dire che non basta la prova in contrario per far concludere che il verbale dice il falso.

Per dimostrare che la Guardia ecologica ha detto il falso è necessario comunque querelarla e ottenere dal Giudice una sentenza di condanna, e naturalmente se l'atto di un Pubblico ufficiale è dimostrato falso, scattano severi provvedimenti di natura penale.

Garanzie e oneri

Il codice penale pone il Pubblico Ufficiale in una situazione di maggiore responsabilità rispetto al privato cittadino. Egli infatti rappresenta la Pubblica Amministrazione, contribuisce - come si dice - a formarne la volontà. Per questo motivo il Codice Penale dedica una particolare attenzione ai delitti in cui, come autore o come vittima, può essere coinvolto il Pubblico Ufficiale.

A tale proposito è bene ricordare che la Guardia ecologica volontaria è Pubblico Ufficiale soltanto nel tempo in cui svolge le sue funzioni, in pratica solo nelle ore in cui presta Servizio. Al di fuori del proprio servizio la GEV non può ritenersi un Pubblico Ufficiale: non può richiedere a nessuno le generalità o i documenti personali, per esempio. Inoltre, la GEV in Servizio è Pubblico Ufficiale solo nel territorio in cui svolge il suo compito e solo per questioni strettamente collegate al suo compito. Tuttavia, entro questi limiti di spazio e di tempo,

Ma se da un lato è particolarmente garantita, dall'altro la figura del Pubblico Ufficiale è particolarmente esposta: ci sono atti che diventano, per il Codice Penale, più gravi proprio in quanto commessi da un Pubblico Ufficiale, che dovrebbe sempre comportarsi come rappresentante dello Stato, della più alta volontà della Nazione.

Di tutti i delitti che il Pubblico Ufficiale come tale può commettere, citiamo quelli a cui più probabilmente possono essere esposte le GEV:


peculato: quando il Pubblico Ufficiale si appropria dei beni che la Pubblica Amministrazione gli ha messo a disposizione per motivi di Servizio, oppure li usa per finalità che sono estranee al Servizio. Gli Enti organizzatori hanno per esempio in dotazione dei mezzi di trasporto, che sarebbe peculato usare per finalità estranee al Servizio di vigilanza; usurpazione di pubbliche funzioni: quando la GEV non in Servizio pretende dal cittadino l’esercizio nei suoi confronti degli obblighi previsti in capo al cittadino nei confronti del Pubblico Ufficiale; concussione: quando il Pubblico Ufficiale chiede un compenso non dovutogli per compiere un atto che fa parte delle sue funzioni e che quindi il Pubblico Ufficiale può decidere se fare o no: per esempio per non sequestrare una cosa che andrebbe sequestrata; corruzione: quando il Pubblico Ufficiale si mette d'accordo con un privato nel senso che accetta di farsi dare un compenso - non dovutogli - per compiere un atto che fa parte delle sue funzioni e che quindi il Pubblico Ufficiale può decidere se fare o no: per esempio per non sequestrare una cosa che andrebbe sequestrata.

I doveri

Nell'espletamento delle sue funzioni la Guardia ecologica, deve:

1. assicurare almeno quattordici ore di Servizio mensili, dando comunicazione con preavviso quindicinale della disponibilità di giornate e di orari;

2. svolgere le proprie funzioni nei modi, orari e località indicate nell'Ordine di Servizio redatto dal responsabile;

3. operare con prudenza, diligenza e perizia;


4. compilare in modo chiaro e completo i rapporti di servizio nonché i verbali facendoli pervenire nelle successive quarantotto ore al responsabile del servizio;

5. qualificarsi esibendo il tesserino personale e portare il distintivo o l'uniforme;

6. usare con cura i mezzi e le attrezzature in dotazione.

14 ore al mese che vogliono dire 168 ore all'anno. La GEV dovrà tempestivamente comunicare le proprie disponibilità al Responsabile del Servizio, che dovrà, a sua volta, cercare di tener conto delle esigenze delle singole Guardie ecologiche prima di assegnare i turni di servizio.

Il volontariato non esclude l'obbligo, ma dovrebbe rendere elastici almeno i turni.

Il Servizio si intende iniziato nel momento in cui la Guardia inizia il percorso prescritto nell'Ordine di Servizio, e terminato nell'orario indicato dalla Guardia nella propria relazione come orario di conclusione. Se il servizio deve svolgersi in località particolarmente disagiate e difficili da raggiungere, vengono conteggiate anche le ore impiegate per andare e tornare dal luogo dove si fa il Servizio.

Per quanto riguarda la prudenza, la diligenza e la perizia, si fa appello rispettivamente:

all’attenzione che bisogna avere per non eccedere i limiti delle proprie consegne, per non abusare della propria autorità, per controllare il proprio comportamento e le espressioni, anche verbali, che si usano;

all’accuratezza con cui si fa il proprio lavoro: il turno di una GEV non è una passeggiata nei boschi ma un continuo esercizio di osservazione nei confronti della realtà che la circonda;

alle conoscenze possedute: la prima garanzia di un lavoro ben fatto è sapere quel che si dice e su che cosa lo si fonda (legge, decreto, regolamento o prassi).


La GEV ha sempre il dovere di qualificarsi, e per questo non bastano né il distintivo né l’uniforme (benché sia obbligatorio indossare almeno il distintivo) ma ci vuole il tesserino personale rilasciato dalla Regione (meglio ancora sarebbe poter esibire il decreto di nomina a Guardia ecologica).

Va infine sottolineata la cura con cui si debbono trattare tutte le attrezzature e i mezzi di cui l'Ente organizzatore è stato dotato dalla Regione e con cui vanno compilati i rapporti, i verbali di accertamento che l'Ente organizzatore provvederà a inoltrare a chi di dovere.


vedi permessi per la raccolta FUNGHI_info_e_permessi

Corpo Forestale dello Stato

Polizia Provinciale